Fuga

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Fuga

Messaggioda Quienar » ven giu 09, 2017 12:17 pm

“10…9…” Zhan scandisce il conto alla rovescia mentre l’hangar dello spazioporto è sotto un pesante bombardamento che illumina le navi e scaglia schegge da ogni parte.
Valen mi prende la mano e la stringe prima della corsa alla Argo.
Mi giro verso di lei, preso alla sprovvista da questa sua manifestazione d’affetto, e la vedo sorridente e determinata.
“Ora!”
Inizio a correre nell’hangar aprendo la strada e mulinando la spada laser nel vano tentativo di deflettere qualche scheggia. Le esplosioni sono sempre più forti e ne rimango quasi assordato, finchè ne sento una a pochi metri alle mie spalle.
Mi fermo di colpo e mi giro temendo di vedere Valen a terra, ma nonostante sia stata colpita dall’onda d’urto è ancora in piedi ed è solo intontita.
Tipa tosta.
Fossi stato io al suo posto mi avrebbe dovuto portare in braccio per il resto del tragitto.
Spengo la spada laser, prendo Valen per mano per aiutarla nel suo intontimento e la guido fino alla navetta.
-STUNK!-
“Ahia!”
Mi giro e mi rendo conto che nella foga di portarla in salvo dentro la Argo le ho fatto prendere una zuccata contro il portellone.
“Scusa…” le dico imbarazzato.
“Fila in torretta!” risponde secca massaggiandosi la fronte.
“Subito!”
Mi arrampico sulla scaletta e mi siedo sul sedile del cannoniere, ma prima che mi possa allacciare le cinture Valen attiva i motori della navetta facendola decollare.
-STOCK!-
“Ahia!” esclamo dopo aver colpito la console con il mio setto nasale, provocandomi una leggera epistassi.
“Così siamo pari” mi risponde Valen attraverso il comlink.
“Io non ho fatto apposta…” rispondo mentre mi allaccio le cinture “E ti ho anche chiesto scusa!” attivando il computer di puntamento.
“Uhm...non hai torto…scusa…”
“Mi hai dato ragione? Hai sbattuto la testa più forte di quanto pensassi!”
“Non ti ci abituare…”
Rimango un attimo basito dai dati del sistema di puntamento e lo riavvio velocemente per essere sicuro che non sia in avaria.
“Val…posso consigliare massima potenza agli scudi e ai motori, lasciandomi solo qualche rimasuglio per il cannone?…E staccherei anche tutto ciò che è inutile!”
“Quanti ne hai?”
“26 bersagli a portata, in aumento”
“Merda!”
L’abitacolo si illumina di rosso quando Valen spegne le luci primarie attivando quelle secondarie, mentre il sistema di sostentamento scende al minimo per avere tutta l’energia e spingere i motori al massimo.
L’indicatore del cannone vira sul giallo, indicandomi potenza insufficiente per un utilizzo ottimale: devo centellinare il fuoco, non posso permettermi colpi a vuoto. Inspiro ed espiro lentamente, lasciando che la Forza guidi la mia mira.
Valen guida la Argo zigzagando tra le montagne per essere un bersaglio più difficile ed incanalare gli inseguitori in modo da rendermi il compito più facile, ma per ogni nave che abbatto ne arrivano due a sostituirla.
“Tyo! Lo scudo posteriore è quasi andato!”
“Quanto manca al salto?”
“3 minuti!”
Non ce la faremo mai…a meno che…
“Fristak! Tyo! Perché hai smesso di sparare?”
Non le rispondo e mi concentro sulle operazioni che ho in mente.
Dopo essermi slacciato le cinture raggiungo velocemente il pannello energetico, dove sgancio manualmente il sistema di sicurezza del sostentamento vitale e in un attimo mi ritrovo al buio a gravità zero, con il sistema di aerazione completamente fermo.
“Che ca##o stai facendo?”
Continuo a non rispondere, per risparmiare l’aria, collego il bypass energetico e ritorno in postazione guidato dalle luci del sistema di puntamento, il cui indicatore ora è verde, mentre sento le paratie a tenuta stagna isolare il mio ponte da quello di Valen.
Non ci avevo pensato: se colpiscono qui o se gli smorzatori inerziali non reggono al salto iperluce, Valen è salva. Ottimo.
Ricomincio a sparare con una cadenza di fuoco più poderosa, permettendomi di creare uno sbarramento contro gli inseguitori e impedendo una linea di fuoco libera verso il retro della nave.
Sono i 3 minuti più lunghi della mia vita…continuo a sparare senza fermarmi vedendo il sistema di puntamento riempirsi sempre più di minacce, finché vedo le scie luminose dell’iperspazio attraverso gli oblò e posso permettermi un sospiro di sollievo.
In quel momento mi rendo conto che l’aria è diventata più pesante e calda.
“Ottimo lavoro, cannoniere di riserva…” scherza Valen “Ora sbrigati a riattivare il sostentamento vitale prima di diventare una prugna secca, da qui non posso fare nulla”
“Grazie, capitano! Subito, capitano!”
“E poi scendi che dobbiamo parlare…devi raccontarmi cosa avete deciso a quel fottuto tavolo e che non mi hai ancora detto!”
“Siamo stati attaccati mentre ti stavo raccontando…”
“Non è una scusa sufficiente!”
Acida…
Riattivo il sistema di sostentamento, togliendo il bypass energetico e ricominciando a sentire l’aria fresca ed il peso del mio corpo, mentre le luci si riaccendono e le paratie stagne sibilano per riequilibrare l’atmosfera.
Scendo la scaletta che mi porta all’ambiente principale e trovo Valen già seduta al tavolo ad aspettarmi con impazienza.
“Allora?” mi chiede incalzandomi con il suo solito sguardo determinato.
“Prima di iniziare” le dico sedendomi di fianco a lei “Ti devo dare una notizia che ho ricevuto poco prima della partenza…come ti ricorderai ieri sera è stato organizzato un gruppo per andare a stanare quel sith…ci sono state due persone gravemente ferite, ma i medici sono riusciti a salvare entrambi, tenendoli momentaneamente in prognosi riservata. Una di queste persone era Derek”
I suoi occhi si spalancano.
“Sta bene, stai tranquilla, l’ho incontrato oggi prima dell’ultimo attacco e ho saputo direttamente da lui come sono andati i fatti: è stato ferito al petto da un colpo di spada laser ed i medici hanno dovuto sostituire parte del sistema respiratorio con un impianto cibernetico”
Lei serra la mandibola cercando di mascherare il turbinio di emozioni che prova “E ora?”
“È partito nella finestra resa disponibile da Zhan, lo rivedremo alla prossima tappa”
Lei rimane in silenzio per qualche secondo fissando il tavolo.
“Val…mi dispiace…” le dico cercando di prenderle la mano, ma prima che riesca Valen si alza di scatto e si dirige verso la sua cabina.
Mi alzo perché vorrei consolarla, ma lei mi fa un cenno con la mano indicandomi di non seguirla.
La lascio andare da sola nella sua cabina, mentre io rimango seduto al tavolo soppesando tra le dita l’arma da lancio che mi ha dato Derek.


Due giorni dopo

Mi capita sempre più spesso di rivivere eventi del passato durante i sogni…o forse vivere eventi futuri ancora sconosciuti…
Il motivo per cui accade mi è ancora ignoto…ma lascio che la Forza mi guidi.
Questa volta sto rivivendo il momento in cui Valen, fuori di sè, ha attivato la granata al plasma, rimanendo al centro dell’esplosione. Non sono rimasto coinvolto nel raggio dello scoppio per pochi centimetri.
Calpesto l’erba che si sta lentamente sciogliendo a causa della sostanza e mi avvicino a lei che sembra quasi incurante del plasma che le copre la pelle ed i vestiti.
Non dice nulla…è accovacciata per terra che ansima per lo shock.
La prendo in braccio per portarla a curare senza che lei opponga resistenza, mentre sento il plasma residuo sfrigolare leggermente sulla pelle delle mie mani.
“Theodore…”
“Che c’è?”
Qualcosa non va…sento freddo…un brivido lungo la schiena che riconosco.
C’è morte nell’aria…
“Theodore, svegliati!” mi dice guardandomi spaventata.
“Ma cos…?”
No, non è morte, è istinto omicida!
“Svegliati! ORA!”
Apro gli occhi e salto giù dal letto poco prima che una vibrolama cali sulla mia gola, trovando al mio posto solo il cuscino.
Afferro la spada laser con la Forza e l’accendo, illuminando la stanza e mettendomi in guardia ai piedi del letto.
Valen è accovacciata sul letto pronta a saltare e mi sta minacciando con la mia vibrolama.
“Da quando…TU…usi un’arma del genere?” scrutandomi con occhi iniettati di sangue.
Non sta vedendo me in questo momento.
…Credo.
“Da mesi, ormai, Valen…lo sai…sono Theodore
Lei esita un attimo.
“The…o…dore…” stringendo gli occhi e scandendo ogni sillaba.
“Sì, sono Theodore…Tyo”
Sembra quasi che il mio nome e la mia spada stiano riuscendo a…
Urla tenendosi la testa tra le mani e poi mi guarda di nuovo come prima.
“Io ti ammazzo!” esclama prendendo il blaster di fianco al letto e iniziando a spararmi.
Riesco a schivare il primo colpo, riesco miracolosamente a deflettere il secondo, ma il terzo mi colpisce in pieno petto mentre allungo la mano destra e lancio un colpo con la Forza che la fa svenire e ricadere sul letto.
Inspiro ed espiro profondamente per qualche secondo, iniziando a calmarmi…la ferita sanguina leggermente.
Spengo la spada, rimetto il blaster a posto, giro il cuscino e mi sdraio di fianco a lei, fingendo di essere addormentato.
“Ah!” lei si sveglia tenendosi la testa “Che mal di testa…certo che ci vai pesante!”
“Uhm?...Pesante? Cosa?” simulando la bocca impastata dal sonno.
Mi guarda perplessa nella penombra.
“Ma…io non ti ho…”
“Mi hai…cosa? Dormivi fino a poco fa”
“Allora…è stato solo un…sogno?”
“A vederti sembrava più un incubo”
“Sì…il mio solito incubo”
“Dai…Vieni qui, rimettiti a dormire”
Senza replicare si accoccola vicino a me e si riaddormenta in meno di un minuto.


“Buongiorno…” mi saluta sulla soglia della porta vestita con il suo pigiama militare.
“Buongiorno e ben svegliata”
“Che profumino…” commenta annusando l’aria.
“Ho quasi finito di preparare i pancake”
“I cosa?” esclama sorpresa “Vuoi farmi credere che sai anche cucinare?!”
“Oh beh…negli anni in cui saltavo da un lavoro all’altro ho fatto anche l’aiuto cuoco al Naddy’s Shuffle su Nar Shaddaa…che postaccio…” rispondo scuotendo la testa.
“Sei un uomo pieno di risorse” mi dice avvicinandosi “Tyo…ma…quella è marmellata di lamponi di Corellia?”
“Sì, esatto”
“Yhummy...sei un vizioso…No, aspetta! Ma era quella nella dispensa?” esclama preoccupata “Credo di averla comprata prima ancora che ti incontrassi!”
Prendo il barattolo e lo guardo interessato.
“Uhm…questo sembra sia stato comprato un paio di settimane fa…” rispondo continuando a darle le spalle mentre giro l'ultimo pancake.
“Tyo…non avrai curiosato tra le mie cose???”
“No! Assolutamente!” ci penso un attimo “Cioè…Sì…Ma soltanto nella dispensa! Ho buttato quello che era avariato e chiesto a Pass di allungarmi un paio di cose dalla mia nave quando abbiamo fatto la prima tappa di rifornimento ieri…Zhan si è incazzato dicendo che non siamo in una gita di piacere, ma…ne è valsa la pena, non credi!?”
Ride “Sembri proprio un perfetto casalingo”
“Ehi, adesso non esagerare…siediti è pronto” le dico girandomi verso di lei.
Valen rimane a guardarmi un attimo con gli occhi spalancati.
“Theodore Nyquist!”
Oh ca##o…quando s’incazza mi chiama così…ma cosa ho…
“Oh merda! Non mi sono cambiato!” esclamo guardando la bruciatura sulla maglietta “Mi perdo sempre i fottuti dettagli!”.
Lei serra la mandibola, mi guarda minacciosa e si avvicina come una furia.
Ho giusto il tempo di appoggiare i piatti sul tavolo e spostarmi dalla sua carica.
“Allora non era un incubo!”
“Ehm…no!” ammetto, inutile mentire ormai.
“E quando avresti voluto dirmelo?”
“Mai?” sorrido cercando di sdrammatizzare.
“Theodore!” dimostrando che sto solo peggiorando le cose e facendola incazzare di più.
“Che differenza fa? Ormai è passato! Punto!”
Lei mi guarda e gli occhi diventano lucidi “Tyo…io ti ho…quasi ammazzato!”
“Ma non ci sei riuscita…”
“Tyo…”
“Basta, Val!” taglio corto avvicinandomi per abbracciarla.
“No…non puoi stare con me…nessuno può stare con me…è troppo pericoloso” mi dice preoccupata ritraendosi dal mio abbraccio.
“Sapevo già che sarebbe stato pericoloso…mi hai avvisato…” la guardo negli occhi “E ho già scelto!”
“Come? Come fai ad essere così sicuro?” mostrando una fragilità che non avevo mai visto in lei.
“Lo sono e basta” le dico sorridendo e riuscendo finalmente ad abbracciarla.
“Penso che Didi abbia ragione, sai?! Sei un folle!”
Stringo leggermente gli occhi sentendo quel nome.
“Ed è buffo vedere che, nonostante tutto, tu continui ad essere geloso!” commenta ridendo e abbracciandomi più forte.
“Vai a mangiare i pancake, prima che si raffreddino…” le dico con finta acidità.
“Però…io voglio sapere quando accade, sempre…quindi d’ora in poi non dovrai mai più tenermelo nascosto!”
“Ma che differenza…”
“PROMETTIMELO TYO! Per...per favore”
La guardo serio “E va bene…d’accordo…”
“Anche perché…ti sei dimenticato il cerotto di kolto…” commenta sorridendo mentre mi toglie il cerotto dal fianco.
“Sempre i fottuti dettagli…”
“Il caffè?” chiede mentre sguscia dal mio abbraccio per andare al tavolo
“Arriva”
Lei si siede ed io la raggiungo con le tazze di caffè.
“Quanto manca al prossimo rendez-vous?” le chiedo iniziando a sorseggiare il caffè.
“46 ore circa” risponde porgendomi la sua tazza già vuota da riempire nuovamente.
“Ottimo…”
“Perché?”
“Hai perso la gara di bevute su Bakura…ricordi?” con il mio solito sorriso.
“Te l’ho già detto che sei un vizioso?” commenta con un sorriso malizioso.


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Xain Donobar - Il padawan cuoco di Nar Shaddaa
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