una schiava è sempre una schiava

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una schiava è sempre una schiava

Messaggioda Alle » ven mar 12, 2010 7:48 pm

È una bella serata.
Il sole, tramontato da poco, ha lasciato a ovest una striscia purpurea che diventa dapprima viola e infine si perde nel nero della notte. Anche questo 'miracolo' succede al confine tra gli emisferi. L’aria è ancora fredda e sottili fiocchi di neve cominciano a scendere dalle nubi. Mi stringo nel mantello mentre osservo lo spazioporto repubblicano in fermento, mancano poche ore allo scadere dell’ultimatum dettato dall’impero e i soldati, come tante piccole formichine, si affrettano a fare i bagagli e partire. Non posso fare a meno di pensare alle parole del venerabile Eru, sarà stata la cosa giusta allontanare la repubblica dal pianeta dopo così tanti anni? Ryloth è sempre stato un pianeta repubblicano e sicuramente la sua gloria è in parte dovuta alla repubblica, solo negli ultimi anni la situazione si è logorata e dopotutto per colpa di un individuo corrotto, sarebbe potuto succedere anche sotto l’impero o sotto la federazione… Forse potevamo dar loro un’altra possibilità, quella baronessa sembrava onesta… o forse mentiva solo molto bene…
No abbiamo fatto la cosa giusta.
La Repubblica non avrebbe mai potuto cacciare gli altri, da sola non è abbastanza forte.
Sento chiamare il mio nome dall’interno. Seba’ndutu mi cerca.
Guardo il bracciale al mio polso destro, è di fattura deliziosa, ma è pur sempre una catena… Penso al sogno degli Hknan Bruni una Ryloth senza più schiavi… guardo di nuovo il braccialetto… sarebbe bello…
Sento chiamare di nuovo il mio nome e questa volta la voce è irritata.
Mi affretto a rientrare, mi ricompongo e sfodero la mia migliore faccia dispiaciuta, una maschere di rincrescimento, mentre mi inchino ai piedi del mio padrone.
“Sai che detesto aspettare femmina!” tuona Seban’dutu dall’alto del suo seggio. Le altre schiave ammutoliscono. Sappiamo tutte quanto può essere sgradevole quando è arrabbiato.
“Perdonate la vostra stupida schiava mio signore, dovevo prestare più attenzione alla vostra voce, non so come ho potuto distrarmi…” sussurro con la voce leggermente spaventata.
L’uomo rimane silenzioso per un lungo minuto, poi mi prende il mento tre le dita e mi costringe ad alzare lo sguardo.
“No questa sera non sono in vena di perdono…” Nei suoi occhi risplende una scintilla di sadismo.
Un brivido mi percorre la schiena.
“Portatela di là” dice a due dei suoi scagnozzi.
Deglutisco e cerco di controllare il panico.
Prima che mi afferrino mi rialzo
“Non ce n’è bisogno, conosco la strada” dico e mi dirigo a testa alta verso la stanza dei giochi del mio padrone.
Il braccialetto d’oro brucia sulla mia pelle come fosse inca scendente.
Che stupida che sei Maha.
Tra i musi di morte non c’è posto per i sogni.
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Messaggioda alkir » sab mar 13, 2010 12:46 am

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