Un Lungo Viaggio

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Un Lungo Viaggio

Messaggioda Quienar » gio lug 21, 2016 1:49 am

“Vai su quel Pod!” mi ordina.
“Sali prima tu!” gli urlo.
“Devo essere l’ultima a salire!” mi risponde urlando più forte.
Mi giro a guardarla e capisco dal suo sguardo che non ha nessuna intenzione di salire prima di me e in quel momento mi rendo conto che non sarebbe salita comunque: con le braccia ridotte in quel modo sarebbe rimasta a morire sulla nave.
La spingo dentro il pod e prima che possa fare qualcosa chiudo il portellone avviando l’espulsione, lasciando i suoi coloriti insulti al freddo silenzio dello spazio.
Il conto alla rovescia dell’autodistruzione raggiunge lo zero e le esplosioni mi sbalzano direttamente dentro l’abitacolo dell’ultimo pod rimasto.
Purtroppo il sistema automatico di sigillatura del pod si è già avviato automaticamente prima che potessi entrare completamente e il mio braccio sinistro rimane incastrato nel portellone.
L’inutile lotta contro il sistema di sigillatura dura pochi interminabili secondi, finchè il portellone si chiude con un misto di rumore metallico e ossa sbriciolate.
Una lieve scossa elettrica al braccio cibernetico mi distoglie velocemente dai miei ricordi.
“Questo è il massimo che posso fare con un catorcio come questo”
“Grazie Red”
“Figurati” rimettendo a posto i suoi attrezzi.
Quando Red si sposta noto che Lou è rimasto tutto il tempo a guardare l’operazione di manutenzione e riaggancio del braccio.
“Ne è valsa la pena” gli dico sorridendo.
“Come scusa?” mi chiede come destandosi dai suoi pensieri.
“Una braccio per una vita…è un’affare!”
Mi fissa per un attimo e sorride anche lui “Hai ragione”
“Stiamo per uscire dalla velocità luce” avvisa Red dalla cabina di pilotaggio.
Lo raggiungo insieme a Lou in tempo per vedere le striature delle stelle scomparire e contemporaneamente veder apparire il pianeta Ossus.
Dopo pochi secondi Red rileva una comunicazione in entrata.
-Navetta non identificata, qui è il Tempio Jedi di Ossus, richiediamo vostra identificazione e motivo del vostro arrivo-
“È tutto tuo…” mi dice Red indicandomi indicandomi il posto del copilota con il comunicatore.
“Qui Brighstar. Sono Theodore Nyquist e abbiamo un oggetto per il Maestro Jorus, eravamo in missione per lui. Richiediamo permesso di atterrare e di incontrare il maestro”
-Un attimo, per favore-
Rimaniamo in attesa per qualche minuto.
-Brightstar, permesso di atterraggio accordato all’attracco 5. Benvenuti al Tempio-
“Addirittura benvenuti?” commenta sarcastico Red.
“Chiunque porti un dono come quello è sempre il benvenuto!” ironizzo indicando l’Holocron.

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Non appena scendiamo dall’astronave, il Maestro Jorus ci viene incontro con un sorriso raggiante.
“Benvenuti, amici miei! Lieto di rivedervi! Siete dunque riusciti?”
“Salve Maestro Jorus! Sì, siamo riusciti a recuperarlo” gli dico, lasciando passare Lou per la consegna dell’oggetto.
Il Maestro rimane a contemplare l’oggetto estasiato e lo prende delicatamente tra le sue mani.
“Abbiamo utilizzato il tuo cristallo come ci avevi detto e sembra che abbia sortito un effetto di...purificazione” lo informo consegnandoli il cristallo.
“Ne ero certo” risponde sorridendo.
“Come avevamo detto, vorremmo chiedere se possiamo visionare il contenuto insieme a voi. Tutte le persone qui presenti hanno collaborato al recupero”
Il maestro passa in rassegna ogni persona fermandosi infine su Red, che lo ricambia con uno sguardo scanzonato.
“Riguardo al signor Rygar” intervengo “Segue una corrente di pensiero della Forza diversa dalla vostra...vorrei che potesse visionare il contenuto senza che gli si facciano troppe domande se possibile...È uno degli eroi della guerra del nucleo”
Il maestro mi guarda con attenzione senza lasciar trasparire emozioni.
“Garantisco io per lui!” esclama una persona alle nostre spalle.
Mi trovo davanti un uomo con un’armatura pesante corazzata, che stona rispetto a tutti gli altri jedi attorno a noi. Dev’essere un Guardiano Jedi.
“Xain, vi conoscete?” chiedo il Maestro Jorus al nuovo arrivato.
“È grazie a Rygar che sono uscito dai guai e sono diventato uno jedi, Maestro Jorus”
“Allora va bene anche per me, accetto la tua richiesta Theodore” mi risponde il Maestro Jorus, mentre Xain prosegue per andare a salutare Rygar.
“Grazie Maestro” stringendogli la mano.
“Ma...lui?” chiede indicano Zacary che vaga per l’hangar facendo cadere vari oggetti.
“Ah...ehm...lui...lui è un folle della Forza!”
“Oh...non ne vedevo uno da anni!” rimanendo stupito.
“Diciamo che abbiamo pensato che il posto giusto dove poterlo...contenere...fosse proprio il Tempio Jedi! Sul pianeta dove abitava poteva diventare un pericolo per lui e per tutti”
“Certamente...ce ne occuperemo noi!”
Il maestro mi saluta ed inizia ad interloquire con Zacary, mentre Red ed il nuovo arrivato si avvicinano.
“Teddy, era lui la persona con cui ti consigliavo di parlare. Lui è Xain Donobar, Guardiano Jedi”
“Piacere, sono Theodore Nyquist” mi presento.
“Piacere mio. Perchè dovevamo parlare, Rygar?”
“Boff...Le solite cose di filosofia sulla Forza...io e Teddy abbiamo già parlato, ma è meglio se ne parlate voi due!”
“Va bene” rispondo “C’è un bar qui?”


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“Grazie infinite per il passaggio Red”
“Tranquillo! Buona...riunione?”
“Speriamo!”
Mentre Rygar risale sulla Brightstar per ripartire mi avvio celermente in mezzo alla boscaglia. Purtroppo non è stato possibile avvicinarsi ulteriormente al rifugio, dato che Arbra è ricoperto di foreste e casa nostra è in una parte molto fitta.
Gli immancabili Hoojib di Arbra mi guardano incuriositi mentre cammino tra gli alberi: probabilmente sono l’unica novità che vedono dopo anni. Percepisco la loro curiosità e le loro domande nella mia mente e cerco di soddisfarli concentrandomi sulla sensazione che sto vivendo: pace e tranquillità nel rivedere il luogo dove sono cresciuto, ma anche emozione e nostalgia.

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Dopo circa un’ora raggiungo il rifugio e quando mancano ormai poche centinaia di metri alla casa non riesco a non correre.
Sarà vivo? Sarà lì ad aspettarmi?
Mi accoglierà con il sorriso o con il suo solito ‘sapevo saresti arrivato’?
Arrivo davanti alla porta e busso.
Nessuna risposta.
Non indugio ed entro
Non c’è nessuno...
I mobili e gli oggetti sono gli stessi di 18 anni fa. Vicino al letto, rigorosamente rifatto, vedo un oggetto un po’ anomalo: una fotografia che ritrae mio padre, mia madre ed io da bambino...tutti insieme...non immaginavo che mio padre potesse diventare nostalgico.
In giro vi è una lieve polvere, forse di un paio di settimane, ed il cibo rimasto sta lentamente marcendo. Mi siedo al centro della stanza e mi guardo in giro.
“Papà...non hai mai viaggiato in trent’anni...e ora...dove ca##o sei finito?”
Xain Donobar - Il padawan cuoco di Nar Shaddaa
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