Vincere le insicurezze

Scrivete qui i vostri racconti o storie che esulano dal "giocato" delle partite. Per evitare malintesi, i Topic verranno letti dallo staff prima di essere pubblicati. Le informazioni presenti in questa sezione sono da considerarsi di dominio pubblico e quindi "In Gioco"

Moderatore: alkir

Vincere le insicurezze

Messaggioda Lhou The Angel » gio set 29, 2016 3:01 am

"DAVVERO? DAVVERO?" Urlò, pieno d'ira e d'odio il togruta, alzando la lightsaber rossa.
"Si. Davvero. Che cosa ti aspettavi?" Aveva risposto il giovane padawan, arretrando di un passo nella posizione shii-cho ed affiancando il suo maestro.
"SPARISCI DALLA MIA VISTA!" Aveva sbraitato di nuovo il sith, alzando una mano e scagliando indietro Lhou-Ren con tanta forza che Agnes, Arthur, Theodor ed un altra persona avevano faticato a trattenerlo, impedendogli di schiantarsi contro la parete diversi metri indietro. Il ragazzo scosse il capo per riprendersi dallo stordimento del volo, ringraziando sbrigativamente i compagni che l'avevano aiutato ed accese di nuovo la sua lama di luce, entrando di nuovo nella stanza, affiancandosi di nuovo al maestro senza perdersi d'animo.
Deviò un paio di fendenti provenienti dall'altro sith, un grosso zabrak, tentando un paio di contrattacchi che andarono a vuoto. Poi, rivedendolo, il togruta urlò di nuovo di rabbia alzando una mano verso di lui e folgorandolo con una tale forza da far saltare il comlink e da lasciare diverse bruciature sui suoi vestiti.
Improvvisamente Lhou-Ren Whitestar si svegliò, di soprassalto, ansante e madido di sudore la sua mano corse di scatto all'impugnatura della sua spada laser, ma rendendosi conto di essere nella sua stanza su Ossus non l'accese e la lasciò di nuovo cadere sul comodino.
Facendo ampi respiri, per regolarizzare la respirazione ancora affannosa si mise a sedere, gettando un occhiata all'ampia finestra che dava sui giardini del tempio jedi e passandosi una mano sul volto per togliere il sudore.
Era stato solo un incubo, aveva sognato di nuovo gli eventi di qualche giorno prima che non avevano ancora smesso di tormentarlo.
Fin'ora non aveva mai temuto Raze ma... Tutta quell'ira, tutta quella paura, quell'odio, quella sofferenza. In tutte le conversazioni con il sith non li aveva mai percepiti, non così vividamente e gli avevano gelato il sangue nelle vene.
Istintivamente portò una mano al petto dove di solito si posava la schedina che tanti anni prima aveva trovato nelle rovine di Dantooine, sospirando quando si ricordò che si trovava in mano ai bibliotecari di Ossus e del maestro Joru'us per ora.
Aveva bisogno di meditare, così si alzò, gettandosi sulle spalle la casacca ed allacciandosela alla bene e meglio, per poi scendere di sotto. Gli piaceva molto il giardino, e sotto il cielo e fra la natura si sentiva più in pace.
In piedi in mezzo al prato, le mani dietro la schiena, la destra che tiene il polso sinistro e gli occhi chiusi il giovane padawan respira lentamente e ritmicamente, svuotando la testa da quell'incubo ormai ricorrente e da tutti i pensieri che l'assillavano. Era li da quasi mezz'ora quando percepì una presenza familiare avvicinarsi.
<<Cosa ci fai sveglio a quest'ora Lhou?>>
<<Potrei chiederti lo stesso, Nimue.>> Risponde, voltandosi ed aprendo gli occhi.
<<Non riuscivo a dormire, sono uscita a fare una passeggiata e a riflettere.>> Gli dice, facendo spallucce, la giovane mirialan. Nimue era una padawan come lui, l'aveva conosciuta i primi giorni al tempio, di qualche anno più giovane ma con molti anni di esperienza in più come jedi, essendo li da quando era piccolissima, ma ancora il suo maestro non l'aveva proposta per gli esami per diventare cavaliere, per quanto Lhou fosse sicuro che non mancasse molto.
<<Tu... Percepisco nervosismo, un leggero lascito di paura, insicurezza. Ancora il tuo incubo?>> Le chiede la ragazza, avvicinandosi ed andando a sedersi su un ceppo di legno, solitamente usato per esercizi di equilibrio dai giovani apprendisti.
Lhou sospira ed annuisce.
<<Quella battaglia... Mi perseguita.>>
<<Per quale motivo?>>
<<Ho avuto paura. Per me, per il mio... Per il maestro Valoran. Ra...>> Stringe gli occhi e i denti, sentendo la mente annebbiarsi. <<...Il Sith... Percepivo la sua ira verso Valoran. Sentivo che lo voleva uccidere... E probabilmente per causa mia, per plagiare me.>> Scuote il capo, la mirialan lo osserva silenziosa.
<<E la paura mi ha frenato.>> Riprende Lhou <<Non ho avuto iniziativa, sono stato passivo. Troppo passivo. Avrei potuto agire, prendere la bomba e correre. So che ci sarei riuscito eppure... La paura, e forse anche il fatto che fosse la mia prima missione da jedi... Mi sono frenato ed ho sbagliato.>>
<<Ed hai appreso una lezione.>> Gli dice quindi lei, spezzando finalmente il suo silenzio.
<<Cosa?>>
<<Quello che è successo. E' stata una lezione. Un importante lezione. Da un lato hai appreso che l'eccessiva passività può portare cambiamenti negativi, dall'altro quello che è successo al tuo ex maestro è sicuramente un insegnamento importante. Tanto il suo errore, quanto il fatto che sia riuscito però a controllarsi e a non cedere del tutto.>>
Dal ragazzo, solo un sospiro mentre scuote il capo.
<<Una cosa che mi ha insegnato il mio maestro, è che non si perde mai davvero. Quando vinci hai vinto, quando perdi impari. Non angustiarti Lhou, quello che è successo al Maestro Valoran probabilmente era destino, e tu in un giorno da jedi hai fatto quello che molti di noi non fanno in anni.>>
Con queste parole, la ragazza si rialza in piedi, Lhou ancora silenzioso. <<Ora hai un nuovo maestro, ed il maestro Joru'us è un uomo saggio ed un eccellente insegnante, sono sicura che saprà instradarti molto bene.>> Gli dice ancora, ed il ragazzo sorride in risposta. <<Ti ringrazio Nimue.>> Aggiunge, annuendo, per poi farsi perplesso. <<E tu? Cosa ti teneva sveglia?>>
A questa domanda, la ragazza mostra un sorriso. <<Questo te lo racconterò un altra volta.>> Si limita a dirgli, rimanendo misteriosa come faceva spesso. <<Buona notte Lhou-Ren.>> Lo saluta, allontanandosi per tornare verso il suo alloggio, mentre il ragazzo la saluta con un cenno ed una parola di commiato.
Quindi sospira, alzando lo sguardo al cielo, alle stelle e alle due lune Mim e Nerit di Ossus. Sapeva che a breve sarebbe dovuto andare su Nerit per un addestramento specifico con la spada laser, vista la gravità leggermente superiore del pianeta e vista la sua particolare propensione alle arti dei guardiani, piuttosto che dei consoli.
Sospira e si passa una mano fra i capelli, gettandoli indietro in un gesto automatico, sganciandosi poi la sua lama di luce azzurra dalla cintura ed osservandola. Non aveva ancora sonno ed un po' di esercizio non gli avrebbe fatto male.
Spicca un lungo balzo, atterrando su un ceppo di legno, accendendo la spada e balzando poi su un tronco, cominciando una serie di esercizi e di forme dello stile shii-cho stando in equilibrio sulla stretta impalcatura.
Non si sarebbe fatto trovare impreparato. Mai più.
Lhou The Angel
Padawan
Padawan
 
Messaggi: 16
Iscritto il: mar nov 09, 2010 3:07 am

Torna a Racconti e Storie

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite