Giorno 3. Mese Quinto. Anno 137 ABY.

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Giorno 3. Mese Quinto. Anno 137 ABY.

Messaggioda Hamturo » mer mag 03, 2017 12:32 am

Darth Muur cammina per i corridoi del palazzo che un tempo era simbolo dell'autorità indiscussa di Bail Vraal con passo leggero, sembra quasi di buon umore, se non fosse per l'espressione dura scolpita nella roccia che ha in volto.
Al suo passaggio soldati e funzionari si fermano a salutare con dei lievi, ma riverenti inchini, a cui lui risponde di tanto in tanto con cenni del capo quasi impercettibili. Ce l'avevano fatta. Avevano portato l'ordine in quel pentolone di caos urlante che era divenuta la Galassia, pagando un prezzo di sangue altissimo, ma ci erano riusciti. Avevano spazzato via tutto quello che rendeva instabile la società, si erano liberati di quei pesi morti obsoleti che volevano primeggiare sulla miseria, per far spazio alla grandezza di tutti e tutto.
Questi pensieri accesero un sorriso, che pareva minaccioso a chi lo incrociava, ma che tradiva gioia genuina agli occhi di un acuto osservatore.
Il Gran Mastro di Guerra, questo il titolo che insistevano che assumesse, prese un ascensore insieme ad altre quattro persone. "Sotterraneo H3." sentenziò entrando nella cabina. "Certamente, Eccellenza" replicò affabile la giovane inserviente, inserendo la destinazione sul monitor touchscreen. Silenzioso l'ascensore si calò nelle profondità del palazzo, portandolo a destinazione. Una breve passeggiata lo condusse ad un portellone a doppio battente. Sfilò il guanto destro e poggiò il palmo sullo scanner, che mostrò la scritta "inside lock. Override?"
Lo sguardo si assottigliò. Non gli piaceva quando la gente si chiudeva dentro i laboratori. "Darth Muur. Bypassare interblocco". La vocina registrata fece eco "Darth Muur. Impronta vocale riconosciuta, benvenuto."
Ora avanzava a pugni stretti.
"FRISTAK!! PORCO FRISTAK SCHIFO FRISTAK!!"
Muur si fermò per permettere al lasercutter di volargli davanti senza colpirlo.
Raze stava armeggiando con una pinzetta.
"Che diavolo stai facendo?"
Il togruta rispose distrattamente "momento, che è delicato..." mentre toglieva una scheggia vetrosa da uno dei tentacoli pendenti dal capo.
"Raze!" Tuonò Muur al suo orecchio, facendolo trasalire.
"Buongiorno, Maestro" rispose lui, tamponando il taglio.
"Quella è una scheggia di cristallo sintetico?"
"Si,"
"Cosa stai tramando Raze?" Incalzò con tono inquisitorio.
"Nulla. Sai che quando ho delle idee, sei sempre il primo con cui le condivido", Rispose il togruta.
Muur fissò negli occhi il vecchio apprendista, che distolse lo sguardo e sollevò una mano "Per favore no, maestro."
"Per favore? PER FAVORE??" Muur prese il bavero del camice di Raze. "È da tempo che ti prendi la libertà di trattare i tuoi superiori come ti aggrada. E questo NON MI PIACE. Come non mi piace la tua distrazione."
L'altro distoglie lo sguardo, ottenendo un altro scossone.
"Non ho nulla!" Replicò Raze a voce abbastanza alta e seccata da guadagnare uno schiaffo sordo e secco, al quale non osa rispondere, se non abbassando lo sguardo.
"Mi dispiace, io..."
"Silenzio."
Il togruta esegue.
"Da quando sei tornato da Vulvarch hai disertato due riunioni del Concilio interno. Alla mia presenza ti comporti come se fossi altrove o in compagnia di qualcuno da cui guardarti. Mancano due cristalli Incineration dal magazzino. Credo che tu debba darmi delle ottime ragioni per non indagare in prima persona su quel che stai facendo".
L'altro rimane interdetto, a bocca socchiusa.
"Muur, ti posso assicurare che..."
Un pugno sul banco di lavoro tronca la frase "Non devi assicurare. Devi DIMOSTRARE"
"Non mi servirebbe dimostrare nulla, se tu non fossi un grosso bue cocciuto" Il togruta nasconde quel pensiero, sospirando tra se. "Non ho scuse." Replica asciutto.
Muur aggrotta le sopracciglia, senza replicare.
Raze alza le braccia "Avete ragione, Maestro. Non dovevo mancare di rispetto ad un superiore, il rispetto della gerarchia è ciò che ci distingue dalle bestie." La risposta è accorata. "E' che ho per le mani qualcosa di grosso su cui sto ancora lavorando, ma che per il momento non posso provare."
Muur fa una pausa, attendendo ulteriori dettagli.
Raze se ne accorge e affretta "Si tratta di alcuni dei dissidenti. Qualcosa non mi torna."
"Bene. Individuali e partiamo."
Raze si tranquillizza, ora che il Maestro ha abboccato all'esca dei terroristi "Con il tuo permesso, vorrei occuparmene. Ho degli interessi personali e credo che ci sia qualcuno di salvabile"
Muur lo osserva qualche istante. "Va bene. D'accordo, voglio vedere come te la cavi. E questi?" Indica alcuni cristalli sul banco di lavoro.
"Sono cristalli nuovi. Ci lavoro da un po', volevano essere una sorpresa per festeggiare il successo." Mente spudoratamente.
"Odio le sorprese"
A chi lo dici... pensa Raze stringendo i denti.
"Prendine uno. Sono curioso di sapere cosa ne pensi e come potrei perfezionarli".
Senza aggiungere altro Muur chiama nella sua mano uno dei cristalli arancioni indicati dall'apprendista, lasciando il laboratorio e riprendendo l'ascensore.
Raze scaraventa la lancia al plasma contro la parete, conficcandocela dentro e afferrandosi la testa che pare esplodere di rabbia e frustrazione.


Byss, palazzo del Nuovo Ordine Galattico
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