1 - FINALE DI CAMPAGNA - J. Kowalsky

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Moderatore: Hamturo

1 - FINALE DI CAMPAGNA - J. Kowalsky

Messaggioda alkir » sab mar 06, 2021 8:18 pm

Rumors finale di Campagna - Jaroslaw Kowalsky (Interpretato da Dodo)

Un tonfo sordo alle sue spalle attirò l'attenzione della guardia, che voltò l'angolo per controllare.
Stavolta nessuno udì un secondo suono sordo, stavolta generato del suo corpo senza vita caduto sul pavimento sintetico.
La figurà che uscì dall'oscurità sembrava troppo poco aggraziata per muoversi così leggera, ma chiunque l'avesse sottovalutata sino ad ora era poltiglia cosmica.
Il teatrino si ripetè altre due volte e nello stesso identico modo. L'uomo si sorprese a interrogarsi sulla qualità dell'addestramento di queste guardie. Da quando queste cose gli importavano?
"Beh.." esordì abbassandosi il cappuccio osservando il suo obiettivo " Ti interessano da quando forse vedi per la prima volta la possibilità concreta di vincere, vero Jaroslaw?" Davanti a quelle immense porte tagliablaster, l'interrogativo fece un leggero eco per l'ambiente. Kowalski inserì la spina informatica nel terminalino della porta e si accese una cigarra.
"Bip Bip. Violazione sicurezza in corso. Tempo stimato, cinque minuti" gracchiò il terminalino, il quale mostrò il coundown sfarfallando fastidiosamente.
"Cinque? Matro aveva detto due. Che palle..."
Kowalski ripensò alle parole dette poco prima "possibilità di vincere"
Era la prima volta che se lo era detto. Lui, pessimista cinico convinto, campione indiscusso dell'infrangere i sogni altrui e inchiodatore proffessionista di piedi per terra... credeva davvero di potercela fare?
Sorrise tra se, tirando una boccata di fumo.
Era arrivato qui, su questo asteroide del ca##o dimenticato dalla Galassia ma ritrovato dai Sith che, piazzandoci trenta guardie, avevano dato l'impressione di tenerci, ma in realtà sapevano benissimo che era inutile senza poterlo aprire. E loro non sapevo aprirlo. In passato l'avrebbero distrutto e anche questo fatto lo portò a pensare che la possibilità di 'sfangarla' era davvero concreta: se quei batha monocromatici l'avevano tenuto, non poteva che significare che cominciavano davvero ad essere a corto di risorse. O Magari era un trappola e tra poco sarebbe uscito qualche Sith che lo avrebbe usato come custodia della lightsaber. Scacciò quei pensieri, un passo alla volta si disse.
La IA del Maggiore l'aveva previsto. Di nuovo. Fastidiosamente efficiente. Nonostante il Maggiore fosse morto ormai da anni, nonostante non avesse nessun motivo per sentirsi in difetto, sotto sotto provava ancora un timore reverenziale nei confronti di McGregor.
Il pensierò lo disturbò come al solito e gettò la cigarra a terra proprio mentre le porte tagliablaster sbuffarono aria compressa e iniziarono ad aprirsi lentamente.
Immediatamente dalla fessura fuoriuscì un odore stantio e di chiuso, misto a ozono.
Le porte si spalancarono completamente, mostrando solo oscurità. Poi, un generatore elettricò ronzò irregolaremente fino a stabilizzarsi. A quel punto, il piccolo hangar si illuminò a giorno.
Kowlaski socchiuse gli occhi per abituarli alla luce e si avvicino all'obiettivo, coperto da una gigantesca cassa impolverata in plasteel 15 x 12 metri e alta quasi 4, sorretta da una gru idraulica arrugginita.
Kowalski azionò il braccio della gru che si mosse un po' timidamente a causa dei decenni di immobilità, ma riuscì a sollevare la cassa che si rivelò non avere un fondo.
Pian piano tornarono alla luce dopo quasi quarant'anni prima un carrello di atterraggio, poi le due ali ripiegate per lato con ad ognuna delle estremità un cannone Taim & bak KX9 , i quattro motori Incom Engine e infine il cockpit col muso grigio.
L'uomo si guardò attorno con aria tra lo stupito e il meravigliato.
"Ma pensa, allora è vero.." si disse con una voce tra lo stupito e l'emozionato.
Si portò al lato destro dell'vecchio X-Wing per controllare coi suoi occhi.
Li, poco sotto la scala telescopica, c'era un disegno fatto a mano che non faceva parte della colorazione originale. Raffigurava una vecchia Fenice Ribelle col monogramma SW poco più sotto. Attorno ad essa, troneggiava la scritta "Red Five".
Kowalski passò la mano sul fianco del lanciatore di Torpedos e sui segni di bruciatura dei colpi nemici. Si concesse qualche minuto di raccoglimento, d'altronde non capitava a chiunque di trovarsi al cospetto di una leggenda. Poi estrasse dalla tasca un holoproiettore su cui comparve l'immagine della IA di McGregor.
"Maggiore, è qui davanti a me. Cosa devo fare?"
"Eccellente lavoro Kowalski. Prima di tutto nella sezione di poppa al centro tra i due carrelli, dovrebbero esserci i cilindri del nucleo, poi..." La IA spiegò a Kowalski come riattivare il vecchio caccia. L'operazione durò qualche minuto, infine Kowalski si trovò seduto al posto del pilota.
Persino lui, cinico e pragmatico com'era, si sentiva come un cucciolo di bantha davanti ad un divoratore. Seguendo le istruzioni della IA, inserì una scheda CDE nello slot della plancia. Pochi secondi dopo, tutta la strumentazione di bordo si accese come piazza della Libertà su Coruscant nel giorno della liberazione; quando acora si festeggiava, almeno.
"Bene Kowalski", sono dentro disse la IA. "Sono il tuo astrodroide per oggi. Posso parlare o prefirisci che faccia bip bip?"
"Sai dove puoi metterli i tuoi bip? Adesso che faccio?"
"Adesso faccio una diagnostica dei sistemi e mi collego con la parte interna dell'hangar. Chiudo il vetro della cabina, pressurizzo e ci leviamo da qua."
"Ok".
La diagnostica si concluse in pochi secondi. Kowalski si mise il casco e sollevò il caccia, virando la prua verso l'uscita. I comandi erano legnosi rispetto ai modelli più nuovi e non era certamente un pilota provetto, ma con una certa facilità uscì dall'hangar dalla parte opposta da dove era entrato a piedi e accese il comunicatore a corto raggio.
"Comando Phoenix, qui è Kow... qui è Red Five. Chiedo coordinate per il rendezvous"
Si udirono dall'altra parte applausi e grida di gioia "Red Five, piacere di sentirti. Ti invio le coordinate sul navicompiuter di bordo!"
Kowalski si rilassò sul sedile e si abbandonò ai pensieri, lasciando i calcoli e i comandi del salto all'IA.
Red Five, il caccia che distrusse la prima Morte Nera, come se non fosse già abbastanza l'identità del suo precedente pilota.
Al suo interno c'erano probabilmente informazioni importanti per la guerra. Roba Jedi che avrebbe aiutato l'Ordine a sistemarsi e forse ad avere un vantaggio. Non aveva molta fiducia nell'Ordine, per norn dirne quasi nessuna, ma sapeva anche senza dei Jedi decenti questa guerra sarebbe già persa.
Ma quello che più lo tormentava era sapere cosa ci facesse li in quell'asteroide anonimo, cosa rappresentasse quell'hangar. E come faceva la IA del Maggiore a sapere di quel posto e di cosa avrebbe trovato?
Come se la IA gli avesse letto nel pensiero, disse dagli altoparlanti del caccia: "Non crucciarti Kowalski. I calcoli dello scenario davano per certa posizione e contenuto"
"Si, ed è proprio questo che non capisco. Perché adesso, perché li dentro?"
E' un protocollo standard della vecchia Alleanza Ribelle. C'erano centinaia di asteroidi hangar o container come questi durante la Guerra Civile. Sono ormai pochi a sapere queste cose. Io sono tra quelli che ha accesso al più grande database della Nuova Repubblica. Per trovarlo, ho solo confrontato vecchie mappe, esclusi quelli già trovati, perduti o distrutti e triangolato possibili coordinate, infine con una equaz..."
"Ok, ok. Ma perché sapevi di questo caccia?"
"Alcune analisi mostravano Suoi movimenti anomali nei suoi ultimi mesi. Si è mosso spesso e da un capo all'altro della Galassia, raccogliendo dati in antichi Templi Jedi. Non sto a dilungarmi nei dettagli, ma tra tutte le spiegazioni possibili, è rimasta solo quella che volesse farci trovare qualcosa. Considerando gli ultimi spostamenti, non poteva che essere questo caccia e il contenuto dei suoi viaggi."
"Comincio in effetti a capire. Ma tutti questi anni? Possibile che avesse previsto questa guerra?"
"Non ho dati a sufficienza per rispondere, ma è in realtà possibile che avesse previsto prima o poi l'insorgere di una guerra come questa e che ci abbia lasciato qualcosa di importante. Secondo i miei dati, c'è un imperativo cosmico che ha mosso e ispirato i movimenti di ribellione nella storia Galattica.."
Calò il silenzio dopo quella frase lasciata in sospeso.
Non c'era bisogno di aggiungere nulla, sapeva benissimo di cosa si trattasse. Anche se non era quello che si aspettava, se la sarebbe fatta bastare... la merce più rara e preziosa quando è in gioco tutto, capace di smuovere oceani di persone e motivare interi sistemi. L'Imperativo cosmico di chi non ha più nulla da perdere e si gioca tutto.
La Speranza.

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