2 - FINALE DI CAMPAGNA - Jedi

Rumors pre e post eventi della Campagna in corso.

Moderatore: Hamturo

2 - FINALE DI CAMPAGNA - Jedi

Messaggioda alkir » sab mar 06, 2021 8:25 pm

Rumors finale di Campagna - JEDI - PG Tral Tamworth (Interpretato da Andre) e Moradon Murison (Interpretato da Matteo)
Partecipazione straordinaria di Dar-Zeon Olobai (Zeno), Xain Donobar (Pradawan) e Qael Mors (Montu)


Il sole era alto nel cielo quando la tempesta di sabbia si alzò improvvisamente, investendo in pieno le cinque figure incappucciate e coperte da mantelli che procedevano ordinatamente in fila.
Quella davanti indicò agli altri un anfratto tra due grosse rocce poco più avanti. Raggiunto il riparo improvvisato, le figure approntarono uno spartano ma accogliente accampamento: qualche tenda termica e un piccolo bracierino al plasma. Seduti attorno a quella fiamma rosea si cucinarono una poco attraente, ma gustosa, broda proteica.
"Davvero un postaccio..." ruppe il silenzio Moradon.
"Vrogar Vass è una sfera di roccia cruda e tagliente, con un'atmosfera ricchissima di gas residui dalla sua formazione, ma non possiamo chiamarlo un pianeta morto, si può dire invece che sia un pianeta mai nato. E' alla giusta distanza dalla sua stella, la giusta massa, un ottimo campo magnetico e la giusta gravità; ma per qualche capriccio ignoto la vita non si è sviluppata.
L'astmosfera, come vedi, è comunque respirabile per specie a base di carbonio: ossigeno, azoto, anidride carbonica e altri gas esono intrappolati in gran misura nelle profondità e lentamente rilasciate. Per non parlare dell'acqua, che è presente in profondi bacini sotterranei. Questo pianeta è tutto tranne che un postaccio.". Esordì con tono leggeremente compiaciuto il Masetro Qael Mors.
Dopo qualche isante di silenzio, gli altri quattro esplosero in una sincera risata.
"Wow, Qael. Dovresti occuparti del servizio turistico del pianeta!" Disse il Maestro Xain Donobar .
"Però credo di poter dire che ha ragione" intervenne Tral Tamworth "Se non ho capito male, in fase di briefing si era detto che il pianeta ha una conessione molto forte con la Forza e miei sensi lo confermano"
"Ed è così. Questo pianeta è un'opportunità mancata, un embrione di possibilità inespresse, ma la sua connessione con la Forza è singolare, unica. Proprio per questo l'Ordine Jedi edificò un tempio qui." Il Maestro Olobai fece una piccola pausa "Come già detto, di quel tempio non resta granché, ma avremo un po' di tempo per cercare qualcosa tra le sue rovine, oltre all'artefatto che è il vero obiettivo della missione".
"E dobbiamo ringraziare l'Intelligence e Kowalski per questa possibilità, ma ora mangiamo Maestri" chiuse Moradon servendo a tutti le ciotole.
Consumarono lentamente il frugale pasto. La connessione con La Forza era davvero alta in questo posto e aumentava mano a mano che si avvicinavano alle rovine del Tempio. Terminato il pasto e la conseueta meditazione si coricarono per la notte, in attesa del passaggio della tempesta.
La notte non fu molto serena, tra sogni e visioni di battaglie passate e forse future. Si svegliarono con una sensazione di inquietudine, ma erano addestrati a contenere la negatività e a ritrovare la serenità. Erano gli ultimi cinque Jedi noti nella Galassia: gli altri erano morti, o avevano tradito, oppure si erano resi irreperebili. Era rischioso essere qui, ma l'Ordine doveva rinascere e per farlo aveva bisogno di loro per capire, comprendere, imparare di nuovo da capo.
Smantellato velocemente l'accampamento, la rinnovata determinazione li mise in marcia velocemente, mentre la tempesta ormai volgeva al termine. Attraversarono due strette valli, prima di entarre in un complesso sistema di gallerie che salivano una montagna dalla sommità piatta. Man mano che si avvicinavano all'obiettivo, diversi oggetti tradivano la presenza di antichi abitanti: oggetti comuni, piccoli rottami, scalini scavati nella roccia dove la pendenza era troppa.
Il maestro Mors fu il primo a sentire che qualcosa non andava, ma a seguire tutti quanti ebbero una percezione di buio, di freddo, di disperatamente potente e bramoso di mettersi alla prova.
"Il nemico è qui" Esordì Mors.
"Era una possbilità concreta, lo sapevamo" disse Olobai.
"Ricordate gli insegnamenti" Xain si rivolse a Moradon e Tral "Siate qui e adesso. Lasciate che la paura vi scivoli addosso senza che si faccia strada dentro di voi. Concentrati e determinati".
"Si Maestro" risposero all'unisono.
La caverna sbucò sulla sommità di quella montagna, che si rivelò essere un vasto altopiano. Poco più avanti, i resti di gigantesche statue di pietra bianca solleticavano il cielo, circondate dalle macerie di quello che, in un'altra vita, era il Tempio Jedi.
Davanti alle rovine, ad attenderli, c'erano due figure: un Togruta ed un Uomo che emanavano un potere cupo e manifesto. I cinque Jedi si disposero affiancati e si avvicinarono a circa una quindicina di metri dali due.
L'uomo parlò per primo: "Ottimo lavoro con quell'asteroide. Sospettavamo che il contenuto era abbastanza succoso da farvi riemergere dai vostri putridi nascondigli, quindi è bastato monitorare per bene i vostri movimenti ed è stato facile anticiparvi qui una volta capita la vostra destinazione. Ma non avevamo idea che si sarebbero presentati ben tre Mestri. Quale meravigliosa occasione di porre fine alle false dottrine Jedi e infliggere il colpo mortale all'Ordine! Finito con voi, raccoglieremo quello che c'è qui e finiremo di radere al suolo questo monumento del vostro fallimento. "
"Le tue sono parole vuote, Sith. Ti riempi la bocca di vittoria e distruzione, ma il tuo è un potere effimero, durevole come un palazzo edificato sulla sabbia. Non vi chiederò di arrendervi, questa storia potrà finire in due soli modi: con la vostra cattura, o se necessario con la vostra totale disafatta.Verrà di nuovo il tempo delle parole e della mediazione " fece una pausa il maestro Olobai "Ma non è oggi"
Raze e Taban scoppiarono a ridere fragorosamente, prima di scagliarsi con tutta la loro forza contro i Jedi.
Raze combatteva circondato dalle sue lighsaber fluttuanti afrrontando Xain e Qael, mentre Taban si muoveva come un turbine con la sua, facendo letali affondi e usando senza freni i suoi poter oscuri contro Olobai, Tral e Moradon.
Il duello era feroce, ma nessuno in particolare sembrava in vantaggio. Le lightasaber danzavano nell'aria disegnado figure luminose.
Tutto si decise in un attimo, un solo singolo momento che inizialmente avrebbe potuto rivelarsi fatale. Quando Xain riuscì a distruggere le due armi fluttuanti di Raze, Qael si lanciò per colpire.
Ma Raze non aspettava altro: con un poderoso dispendio di forze spinse lontano Xain e balenò un rapido colpo dal basso verso l'alto in direzione di Qael. Questi, preso di sprovvista, cercò di parare il colpo ma si trovò sbilanciato. Con un lampo biancastro, la protesi meccanica di Qael rotolò per aria con ancora la sua lightsaber stretta in mano. Mantenendo il controllo, scivolò lateralmente un istante prima che la lightsaber di Raze colpisse il vuoto dove pocanzi c'era la sua testa.
Xain riuscì a frapporsi tra Raze e Qael poco dopo, permettendo all'amico di riprendersi.
Invidia e senso di inferiorità si fecero strada nella mente di Taban. Il suo compagno stava vincendo con due maestri e lui era in difficoltà contro un vecchio e due poco più che apprendisti?
Il seme dell'invida crebbe e si trasformò in puro odio per tutto e tutti... e proprio lui, il più freddo e letale calcolatore dell'Imepro Sith, perse il controllo.
Si gettò come una furia contro Olobai, che a fatica arretrò parando e sbattè la schiena contro una vecchia statua. Tronfio della sua vittoria, approntò l'affondo finale con una soddisfazione liberatoria, catartica. Con una velocità improvisa e spinta dalla grande tensione, Tral e Moradon approfittarono del momento affondando le loro lightsaber nel corpo di Taban, che morì ridendo senza neppure rendersene conto, distratto dai suoi deliri di onnipotenza.
In quell'attimo, Olobai usò la Forza per spingere verso Qael la sua lightsaber, finita a terra a pochi passi da lui, che la raccolse con la mano sinistra.
Raze osservò il corpo del suo compagno e provò una profonda disistima e un biasimo che non credeva di poter provare.
"Fallito" Fu la sola parola che riuscì a dire.
Adesso era in svantaggio, non avrebbe dovuto dare retta a Taban e sarebbero dovuti venire in forze.
Aveva perso l'occasione di porre fine all'Ordine Jedi. Si sentiva un idiota ad avere dato retta a Taban e questo lo infastidiva ancorta di più.
"Ci vediamo Jedi. Round vostro, godetevi la vittoria, ma sappiate che avete solo rinviato l'estinzione" Disse premendo un bottone sun un bracciale.
Qael puntò il moncherino meccanico verso Raze e gli urlò "In nome dell'Ordine Jedi, ti dichiaro in arresto. Sei nostro prigioniero"
Raze sputò per terra con aria divertita. "Questa l'ho già sentita" Con un inaspettato movimento e con una manifestazione di pura Forza, spinse a terra tutti e cinque, prima di lanciarsi di corsa verso il ciglio dell'altopiano e gettarsi nel vuoto.
I Jedi si rialzarono e senza troppa cautela cercarono di seguirlo, ma raggiunto il bordo non videro altro che il vuoto del burrone. Era svanito nel nulla, senza lasciare traccia.
Trascorse circa un'ora, durante la quale i Jedi si riposarono e si prestarono le cure necessarie. Se l'erano cavata con poco, qualche graffio e un braccio meccanico da cambiare. Ma erano vivi e uniti da un rapporto che si era rinsaldato ancora di più. Una volta stabilito che il nemico non era più tra loro e che probabilmente era scappato su un qualche mezzo occultato, i cinque si misero al lavoro per trovare quello per cui erano venuti.
Esaminaronmo le rovine per diverse ore ma non trovarono nulla di interessante. Decisero allora di non cercare con gli occhi e si inginocchiarono in cerchio, meditando cercando un segno.
La loro percezione si fece più acuta, pian piano i sensi si espansero e la loro consapevolezza si fece così presente, da abbracciare l'intero pianeta. Si videro a meditare in aria, nello spazio tra le stelle dove sentirono la pace che regnava tra le invisibili spire della Forza che abbracciava il tutto.
Quella sensazione che avevano avuto sin dall'inizio, quella specie di rumore di fondo che percepivano, si trasformò in musica.
Aprirono gli occhi tutti e cinque, spinti da una nuova consapevolezza. Videro simultaneamente un piccolo bagliore tra due grossi blocchi di pietra che un tempo erano colonne, che spostarono con facilità attraverso la Forza.
Era una piccola leva, che mai avrebbero trovato con i soli occhi, senza sapere dove cercare. Xain si incaricò di tirare con cautela; lentamente si aprì un piccolo passaggioa terra, che rivelò delle scale.
Qualcosa del Tempio era ancora piedi e li stava chiamando.
Giunsero in una stanza rotonda di circa dodici metri di diametro. Al centro, un piedistallo con sopra appoggiati un cristallo, un solido libro e un oggetto cilindrico di metallo erano illuminati dalla luce notturna che filtrava dalla botola che avevano appena aperto. Percepivano pace, solennità, serenità.
Avvicinandosi, scorsero che l'oggetto cilindrcio altro non era che una lightsaber piccola e corta, più adatta ad un bambino che non ad un adulto. Il cristallo, invece, emanava una luca azzurro-verde, mentre il libro era certamente un diario di qualche tipo.
Un brivido attraversò simultaneamente le loro schiene quando si resero conto di cosa avevano davanti, di cosa era stato nascosto qui perché loro lo trovassero.
Non era solo per gli oggetti in se, ma per quello che rappresentavano e di come sarebbero stati utili per ricominciare davvero da capo, verso un nuovo inizio per comprendere gli errori del passato e proiettarsi verso un nuovo futuro e delle nuove possibilità che questo portava.
Quando la consapevolezza di questo li investì in modo profondo, una figura traslucida di azzurro apparve di fianco a loro.
Un piccola creatura dalle lunghe orecchie e che si appoggiava ad un bastone, sorrise.
"Aspettando io stavo. Benvenuti voi siete".

Quarto mese. 140 ABY
Alkir
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