4 - FINALE DI CAMPAGNA - Josslyn Kirde

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Moderatore: Hamturo

4 - FINALE DI CAMPAGNA - Josslyn Kirde

Messaggioda alkir » dom mar 14, 2021 11:23 am

Rumors finale di Campagna - Josslyn Kirde (Interpretata dalla Stefania)
Con la parttecipazione straordinaria di Dreide Arcana (Lara) e Ronnie (Ale)


La task force era grandiosa.
Una squadra di sei tra le più brillanti menti ingegneristiche e xenobiologhe a disposizione della resistenza, difesa da un commando di dieci veterani.
Josslyn sapeva bene che si trattava di qualcosa di eccezionale: guida del progetto, indipendenza decisionale, personale, una nave veloce e un budget non indifferente per quel periodo di restrizioni.
Eppure quello che rimaneva della linea di comando dell'Esercito Repubblicano non aveva lesinato o esitato, fornendole anche la collaborazione della più grande esperta del settore: la dott. Dreide Arcana.
In cambio ovviamente volevano risultati. Grossi risultati, ma se c'erano due cose che Josslyn Kirde aveva imparato nelle squadre speciali era l'ottimizzazione delle risorse e la focalizzazione degli obiettivi.
Non aveva quindi nessun dubbio che il pianeta 797-66 sarebbe stato quello giusto, i dati di sedici mesi standard di ricerche nelel Regioni Ignote portavano a questo preciso posto.
Entrò nella plancia della nave e subito la Comandate Olama Yara'knov si mise sull'attenti.
Era una donna alta, dal fisico atltetico e dall'aspetto marziale. Quando era nuda della sua armatura Tech & Gamble MK VI, preferiva vestire con comode e larghe vesti, come in quel momento. Era una veterana del fronte di Naboo ai tempi dei contrasti con l'Impero. Sapeva il fatto proprio e disponendo anche di fascino e carisma naturali, era un a leader perfetta. I Soldati sotto il suo comando la rispettavano e si sarebbero gettati senza fare domande nella lava di Mustafar, se lei gliel'avesse ordinato.
"Olama, riposo. Non si preoccupi delle formalità. Mi dica tutto." Esordì Joss.
"Sarà il Prof Junx a riferire" Rispose la Comandante.
Junx appariva inizialmente come un timido e buffo ometto sulla sessantina, dal viso tondo e dai modi un po' impaccati. Tuttavia niente era più lontano dalla verità. Era brillante, con una dialettica pacata e professionale. Non aveva neppure timore di sporcarsi le mani se necessario, mostrando anche una eccellente manualità e una spiccata tendenza al pragmatismo.
"Boss, siamo usciti dall'iperspazio tredici minuti fa. Il Pianeta è in vista come preventivato. Gli Scanner identificano gravità e atmosefra di Tipo 1, con umidità del 95% e temperature medie di 29°. Non rileviamo forme di vita senziente e quella animale è limitata ad artropodi insettiformi. Ben altra cosa è invece l'aspetto di quella vegetale: crescite genetiche anomale, gigantismo colossale, mutazioni spontanee, piante carnivore, gas letali, biotossine... C'è lo zampino di bioingegneria antica."
"Mi ricorda in qualche modo Kashyyyk" Esordì Dreide Arcana che nel frattempo era entrata.
"Anni fa, la prima volta che vi giunsi per salvare un... amico" fece una breve pausa "...ebbi la sensazione che la vegetazione volesse fagocitare l'intero pianeta, spinta da una incontrollabile una fame senza controllo. In seguito scoprii che le cause che rendono Kashyyyk, beh, Kashyyyk sono riconducibili ad artefatti antichi collegati ai Rakatan. Siamo qui davanti ad un fenomeno simile."
"Allora ci siamo, quindi avevamo ragione" Disse Josslyn con un velo di emozione.
"Si" Sorrise Dreide. "Finalmente ci siamo"
"Abbiamo anche un'area con le rilevazioni che speravate di ottenere, Joss." Disse la Comandante mostrando un datapad "Come vede nella zomna arancione si verifica annichilazione dodicimila volte maggiore che altrove. Non ci sono dubbi"
"Comandante, ottimo lavoro. Individui un posto per l'atterraggio e prepari la task force"
"Sissignora" salutò la Comandante, che si congedò tuonando i primi ordini.
Josslyn Kirde e Dreide Arcana restarono qualche minuto in silenzio ad osservare dai vetri di babordo quella enorme sfera verde e blu.
"C'è una persona che vorrei chiamare, Joss. Non mi perdonerebbe mai se non la chiamassi proprio ora." Disse Dreide sorridente "La conosci anche tu. Ronnie"
Josslyn esplose in un ghigno complice: "l'ho già fatto io. Sta arrivando"
Le due scoppiarono in una risata, prima di separarsi per preparare lo sbarco.
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"Se c'è una cosa che odio di più di una pianta puzzolente e invadente, è una pianta puzzolente e invadente che cerca di mangiarmi!" Disse un soldato mentre falciava cona vibrolama una specie di edera aggressiva dotata di due file di denti aguzzi.
La Comandante aveva guidato la squadra in quella giungla infernale per sedici ore, constatando che in poco tempo la vegetazione rioccupava quello che tagliavano per passare.
Era un luogo impervio, pericoloso e molto caldo, ma nessuno si perse d'animo anche quando la squadra scentifica dovette desistere dal raccogliere campioni, che crescevano esponenzialmente anche all'interno delle fiale.
Il pianeta era più che vivo: era pulsante e strabordante di vita come nessuno visitato sino a quel momento. Un'anomalia affascinante e letale, che aveva persino impedito l'evoliuzione animale piùcomplessa di qualche strano insetto. Dopo poche ore, il loro obiettivo apparve come per magia davanti a loro: interamente coperta di vegetazione e con alcune piante che sembravano volesse stritolarla, la piccola struttura ad un piano composta da roccia e metallo sembrava integra.
Tutto era coperto da vegetazione, tranne la porta di ingresso. Antica e leggermente ossidata, aveva le serigrafie scure dell'Impero Infinito.
"Diamine!" disse Ronnie precipitandosi a toccare la porta" E' Rakatan, non ci sono dubbi. Ed è in condizioni eccellenti! Non mi stavate prendendo in giro!"
"Che ti avevo detto?" Rispose Josslyn.
"Sembra davvero in uno stato di grazia. Considerando l'aggressività del pianeta si può dire che siamo oltre al miracolo." Intervenne Dreide avvicinandosi e scrutando la porta " E' molto meglio del previsto. Potrebbe essere una struttura integra. Sarebbe la prima in assoluto che vedo."
"Si, ma prima dobbiamo entrare. Le porte mi sembrano ben più robuste di quelle tagliablaster. Dubito che ce la faccia persino una lightaber a tagliare questa lega" Disse Joss.
"Non serve" intervenne Ronnie. "Dreide può aprirla, ha già fatto in passato qualcosa di simile. La Tecnologia riconoscerà il suo lignaggio."
Ed è quello che accadde.
Dreide chiuse gli occhi e appoggiò la mano sulla porta, la quale dopo poco tempo iniziò a vibrare visibilmente. Le serigrafie dell'Impero Infinito si illuminarono di azzurro e rumori di ingranaggi che provenienti dall'interno, diventarono sempre più forti.
Poi le porte si spalancarono velocemente, rivelando l'interno della struttura, che altro non era che una ancticamera di una rampa di scale sche scendevano in profondità.
Un ronzio si fece avanguardia di alcune luci che ci accesero. Diversi rumori metallici ed elettronici si udirono dal basso.
"C'è ancora energia. Incredibile" Disse uno degli scienziati, che fece un passo avanti, seguito poi da tutti. Il Volto di Dreide tradì per un attimo una smorfia di terrore, consapevole di cosa volesse dire 'energia' in queste strutture, ma si ricompose quasi subito.
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Erano passati tre giorni da quando erano entrati della struttura rakatan. Era davvero integra, come se non fossero veramente passati oltre trentacinquemila anni.
Era grande circa un centinaio di metri per cinquanta e sviluppata su due livelli sotterranei.
Avevano catalogato almeno seicento reperti di valore inestimabile compresi decine di cristalli di contenimento biogenetici.
Originariamente la struttura doveva essere una sorta di centro di controllo per la terraformazione del pianeta, occupata da una ventina di rakata e da circa il doppio degli schiavi. Non c'era traccia dei loro resti, quindi l'unica spiegazione che gli scienziati si sentivano di sostenere era qualla che la struttura fosse stata abbandonata prima del collasso dell'Impero Infinito.
Avevano trovato anche la fonte energetica: cinque vasche cilindriche contenenenti altrettanti giovani uomini in eterna sospensione, rimasti li a per tutti quei millenni. Una finestra sugli umani del passato, così diversi e così simili ad oggi.
Non potevano aiutarli naturalmente, erano in ritardo di qualche migliaio di anni. Potevano solo mostrare loro il rispetto dovuto impegnandosi al massimo per ottenere tutti i segreti di quel luogo, per poter aiutare altri milioni, forse miliardi di eprsone a vivere, per non rendere vano quel loro supremo sacrificio. Era l'oscuro segreto dei rakata, della loro tecnologia avanzata e perduta che tutti volevano: uomini e donne sensibili alla Forza "allevati e selezionati" per essere consumati come batterie. Un destino peggiore della morte. Un destino che Dreide aveva visto subire da molti, troppi suoi fratelli.
C'era solo una stanza che non erano riusciti ad aprire, protetta anche da uno scudo energetico impenetrabile da qualunque cosa avedssero provato ad usare. Dreide, Ronnie e Josslyn avevano trascorso gran partte del tempo a cercare il modo per accedere, spulciando i terminali e cercando indizi praticamente ovunque, mentre gli scienziati studiavano e catalogavano quegli immensi tesori e mentre i soldati esploravano e mappavano l'area.
Fu grazie ad uno degli scienziati più giovani, un biologo Twilek di nome Alde'rein che aveva trovato un antico datapad, che Josslyn venne a capo dell''enigma della porta, in modo che la mattina del quarto giorno si aprì.
La stanza era grande una trentina di metri quadrati ed era allestita come una sala controllo di qualche tipo, con enormi scaffali metallici pieni di campioni vegetali e animali all'interno di cristalli trasparenti.
Ronnie, Dreide e Josslyn si avvicinarono con cautela a diverse postazioni.
Apparve chiaro che si trattava ben di più di un terminale per la terraformazione.
Erano davanti ad una matrice di creazione, l'apice della tecnologia rakata, impiegata in larga scala persino sulle Star Forge.
Ed era perfettamente funzionante.
Si trattava probabilmente della scoperta scientifica più importante del secolo. Incredibile che né l'Alleanza Corporativa prima, né l'Imepro Sith poi, l'avessero trovata.
Le tre donne si abbracciorono esultanti, questo andava oltre le più rosee aspettative.
"Ci siamo! Con questo, avremmo conoscenze che supereranno quelle del nemico e..." Joss non terminò la frase; accadde in un attimo.
La porta della stanza si chiuse di scatto ed eresse una barriera difensiva.
Iniziarono a suonare ferocemente gli allarmi, il cui volume rimbombava fastidiosamente nei timpani.
Erano intrappolate dentro, ma non erano loro ad essere in pericolo. Dai monitor, osservarono decine e decine di paratie segrete aprirsi, vomitando centinaia di migliaia di nanodroidi che, assembrandosi tra loro, diedero origine a vere macchine da guerra che aprirono il fuoco sui soldati e sugli scienziati.
Le tre donne si gettarono sugli antichi terminali, cercando di interrompere quel massacro.
"Comandante! Chiudete le porte! Trinceratevi nella sala grande! Cercheremo di interrompere l'attacco, ma muovetevi!" Urlò Josslyn alla radio.
La Comandante non se lo fece ripetere due volte e coordinò la ritirata nella sala grande.
Ce l'avevano fatta sei soldati e due scienziati. Gli altri erano caduti sotto i colpi dei disintegratori di quelle macchine letali. Non era ancora trascorso un minuto che già sei persone erano state uccise.
"Capo, siamo chiusi ma le porte non reggeranno a lungo. Cosa sta succedendo? Dove sono gli altri?" Ansimò la Comandante.
"Non lo sappiamo, stiamo cercando di capire. Gli altri.. non ce l'hanno fatta. Mi spiace Olama. La Stanza in cui vi trovate ora sembra sicura, per il momento. Preparatevi a resistere mentre cerchiamo di spegnere tutto. Abbiamo probabilmente attivato un sistema di sicurezza".
Trascoresro alcuni minuti in silenzio, mentre le donne nella sala di controllo digitavano all'impazzata cercando soluzioni, che non arrivavano.
Una delle porte della sala grande venne sfondata dai droidi, che vennero subito ingaggiati dai superstiti.
"Capo! Sono qui!" Urlò Olama "Qualunque cosa stia facendo, la faccia in fretta!"
Dreide individuò il problema lo mostrò alle altre due.
La Stazione, forse per un guasto in fase di riattivazione, aveva innescato il protocollo di protezione massima. Il protocollo prevedeva la protezione della stanza di controllo a scapito di chiunque fosse fuori, considerati nemici.
"Abbiamo trovato il problema, resistete!" Tuonò Joss
"Roger. Capo, se non ce la dovessimo fare io... " disse Olama.
"Ce la farà Comandante, la tireremo fuori! Resista!
Joss trovò e avviò il protocollo di arresto.
"Trenta secondi, Olama! Resistete"
Lo scontro si fece furente, violentissimo. In quella sala, soldati e scienziati combattevano senza risparnmiarsi, vomitando un vero muro di plasma bruciante.
Trenta secondi eterni. Inutili.
Nuovi allarmi, nuovi errori. Dalla console di controllo apparvero due pulsanti e un messaggio nella lingua antica.
"Non lo capisco, cosa dice?" Chiese Joss.
Il volto di Dreide era scuro. "Dice che la struttura è compromessa a causa di errori e guasti dei sistemi primari. Si sono avviati contemporaneamente i protocolli di distruzione del terminale e dei dati presenti."
Si interruppe per un attimo. "E ci chiede di scegliere quale protocollo interrompere".
Joss era davanti ad una scelta.
"Capo, qui non reisteremo a lungo. Ken a Gor sono a terra!" Tuonava il comlink.
Salvare i dati e lasciare morire qulle persone, oppure gettare via la più grande scoperta tecnologica del millennio e salvare quelle vite.
Secondi di attesa, sudore.
"Capo! Non resisteremo! Sono Troppi"..
Sedici mesi di lavoro ad altisismi livelli, risate, complicità, professionalità. Sudori, preoccupazioni... amicizia.
"CAPO! SIAMO SOPRAFFAT...zz.."
Miliardi di vite in gioco, un nuovo stadio di esistenza, sanare i pianeti devastati dalla guerra, fornire un nuovo inizio.
Pulsante destro o sinistro?
Joss chiuse gli occhi e si concentrò, davanti ai volti seriosi di Ronnie e Dreide. La sua mente si focalizzò su se stessa e sui i propri valori.
Josslyn aprì gli occhi con volto deciso e non ebbe alcun dubbio su cosa fare.
Fece un respiro profondo.

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